A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
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Il maestro liutaio Carlo Vettori ricorda Roberto Michelucci con un intervista tratta dalla rivista "Arte liutaria" numero 3 del Dicembre 1985.

DIALOGO CON ROBERTO MICHELUCCI

CONVERSATION WITH ROBERTO MICHELUCCI

Di Pardo Fornaciari.

PARDO FORNACIARI Siamo stati a trovareRoberto Michelucci, nella sua villa a Reggello, presso Firenze, per una preziosa testimonianza della sua vita d'artistita Maestro, allora ci dica come è cominciata...
ROBERTO MICHELUCCI -Ho cominciato per gioco: avevo pochi anni, che mi costruii un giocattolo, infilando degli aghi in un pezzetto di legno. Pizzicandoli davano una scala ...
Un piccolo vibrarono?
Si, un vibrafono; e poi cantavo, davo insomma l'impressione di avere un temperamento musicale. A sei anni cominciai col violino, grazia a mia madre, che osservava le mie inclinazioni, e mi propose di studiare il violino. Suonavo con facilità; cominciai ad incantare il pubblico a 12 anni -cose di poco conto, certo: anche perché mio padre non voleva che facessi il musicista di professione. A quei tempi, si pensava che i musicisti, gli artisti in genere fossero destinati ad una vita grama. Ricordo comunque che lo studio dilettantesco cominciava a stancarmi. Fu l'amico Cesare Chiti che mi sentì, un giorno, e disse ai miei che avevo molto talento, che rischiava di finire sprecato. Consigliò di mandarmi da Maglioni. Feci un'audizione e Maglioni mi prese subito come allievo. Fu la mia felicità.
Anche grazie al fatto che l'ambiente fiorentino, negli anni trenta, era veramente stimolante, dal punto di vista musicale ...
Perbacco, rigoglioso: la fondazione del Maggio Musicale con Vittorio Gui, le prime esecuzioni in Italia delle sinfonie di Behetoven, o di quelle di Brahms. Firenze ha dato un contributo essenziale alla musica

PARDO FORNACIARI -We visited Roberto Michelucci, in his villa at Reggello, near Florence, for a precious testimony of his life as an artist -Maestro, tell us how it all started...
ROBERTO MICHELUCCI -It started with a game: I was veri young when I made a toy for myself by inserting some needles in a piece of wood. A scale was obtained by plucking these needles ...
A small vibraphone?
Yes, a vibraphone. But I also sang, in short, I gave the impression of having musical disposition. I started with the violin at the age or six, thanks to my mother, who observed my inclinations and proposed to me to study the violin.
I played with ease; I began to enchant the public at the age of twelve -things of little value, of course, also because my father did not want me to become a professional violinist. In those times, it was thought that musicians and artists in general were destined to a troublesome life.
I remember, though , that studying as a dilettante was beginning to tire me. It was a friend, Cesare Chiti, who one day heard me playing and told my parents that I had a lot of talent, that should not be wasted. He advised to send me to Maglioni. I auditioned and Maglioni immediately took me in as a pupil. This was my happiness.
Also, thanks to the fact that the Florentine environment, in the thirties, was truly a stimulating one, from a musical point of view...
Good heavens, luxuriant: The founding of the Maggio Musicale with Vittorio Guy, the first executions in Italy of the Beethoven

romantica in ltalia, e al superamento ed all'ampliamento dei nostri orizzonti musicali al di là della nostra grande tradizione lirica. Dunque, un gran ruolo, quello di Firenze, e Roberto Mich~lucci nel dopoguerra ha saputo renderle onore. Dapprima coi «Musici »...
Guardi, spesso la società ti cuce addosso un abito che tu, magari, non vorresti vestire. O almeno, non vorresti portare esclusivamente quello ...
lo le assicuro che le maggiori mie soddisfazioni le ho colte a Salisburgo, dove suonai, sotto la direzione di Baumgartner, il K 219: era la prima volta che un violinista italiano vi era invitato, e fu la prima volta che un concerto del Festival venne registrato (era l'agosto del '67, di sera), trasmesso dalla TV austriaca, e ripreso dalle TV di tutto il mondo. Solo la RAI non lo trasmise ...
Una specie d'ostracismo nei suoi confronti, Maestro?
Chissà, non me lo sono mai spiegato.
In effetti la sua carriera solistica ha conosciuto grandi successi soprattutto all'estero.
È vero, come a Ginevra, dove presentai in anteprima mondiale il concerto in Re maggiore di Ferruccio Busoni, con l'orchestra della Suisse Romande diretta da Eugène Ansermet, o come a Tel A viv, dove suonai le Tartiniane 1" e 2' di Dallapiccola. Tutta musica che nessuno conosceva. Del resto anche in Italia ho avuto belle soddisfazioni, come quando presentai, al Maggio musicale le prime per Firenze del concerto op. 19 di Prokofieff con il celebre direttore A. Rodainskij, del Concerto in re minore di Schumann con Kempe ed il re minore di Mendelssohn con Gavazzeni .
E poi, mi permetta ho vinto per tre anni consecutivi (1967, 1968, 1969) il Grand Prix du Disque di Parigi, il premio della critica francese, ed il Disco d'oro, a Tokio nel 1972. Insomma, se aver suonato coi Musici, il complesso scoperto da Toscanini, è un titolo di merito, credo di averne anche altri, da accampare ...
Ha ragione, Maestro: ma mi creda, è difficile non andare con la memoria all'esperienza dei Musici (e al loro solista Michelucci),

symphonies, and those of Brahms. Florence gave an essential contribution to romantic music in Italy, and also by overcoming and broadening our musical horizons beyond our great lyric tradition . Therefore, a great role, that of Florence, and of Roberto Michelucci who after the war knew how to honor it. First with the Musici...
You see, often society sews a suit for you that maybe you do not want to wear, or at least, you do not want to wear exclusively. I assure you that I gathered my greatest satisfaction in Salisburg, where, under the direction of Baumgartner, I played the K 219: It was the first time that an Italian violinist was invited and the first time that a concerto of the festival was recorded (it was an evening in August, 1967). it was transmitted by Austrian TV, and televised throughout the world; only the RAJ did not transmit it. ..
A kind of ostracism in regards to you, Maestro?
Who knows, I never understood it.
In essence your soloist career brought great success especially abroad.
It is true, as in Geneva, where I presented as a world preview, the Ferruccio Bussoni D Major Concerto with the Suisse Romande Orchestra directed by Eugene Ansermet; or as in Tel Aviv, where I played the first and second Tartiniane of Dallapiccola o All pieces which no one knew. On the other hand, also in Italy I had great satisfaction when , for example , I presented, at the Maggio Musicale, the first time for Florence , the Prokofiev Concerto op. 19 with the celebrated director A. Rodzinsky, the D Minor concerto of Schumann with Kempe, and the D minor of Mendelssohn with Gavazzeni. Then, please allow me to say, I won , for three consecutive years (1967, 1968, 1969), the Grand Prix du Disque of Paris, and the prize of the French Critique, and the Gold Record in Tokio in 1972. In short, if having played with the Musici, the group discovered by Toscanini, is a title worthy of merit then I belive that I have others to bring forward.
You are right Maestro, believe me, it is difficult not to remember the experience of the Musici (and of their soloist Michelucci), because

La classe di musica da camera di Michelucci.
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Michelucci's chamber music class.

perché fu vitale per la cameristica italiana.
Beh, certamente, è stato uno dei complessi più grandi del mondo. Dal '54, sino a quando li lasciai, facevano in media 150 concerti l'anno; poi tutti gli anni le sedute di registrazione ci occupavano per quindici giorni a giugno ed altrettanti a settembre. Facevamo quattro, cinque long play all'anno; sempre e soltanto per la Philips, che è stata anche la mia unica casa editrice.
Ecco, la vostra scelta, dei Musici, di suonare senza direttore ...
Questo tipo di musica, quella da camera, io credo che si debba fare senza direttore. Quando i musicisti raggiungono il livello necessario, devono saper suonare da soli. I ragazzi che io preparo (con Farulli, Zanettovich, Baldovino, De Rosa) a Fiesole, dove la scuola di musica ospita i corsi di specializzazione della CEE, quando fanno il saggio finale, mi guardo bene dal dirigerli! Suonano da sé! Devono saperlo fare!
Ho capito. E dell'attuale attività cameristica, in Italia, che giudizio può dare?
C'è una tendenza alla ricerca del successo di massa, più che la ricerca della qualità. Mi pare che la poesia, la raffinatezza del

they were vital to Italian chamber music.
Well, certainly, it was one of the greatest groups in the world. from 1954 up until I left them they gave, on the average, 150 concerts per year; every year the recording sessions occupied 15 days in June and the same in September. We made four or five long-playing records per year, always and only for Philips; it was also my only recording label.
Here, the choice of the Musici to play without a director ...
This type of music, chamber music, I belive must be done without a director. When musicians reach the necessary level , they must know how to play by themselves. When the boys and girls, that I prepare (with Farulli, Zanetovich, Baldovino, Del Rosa) at Fiesole where the music school hosts the specialization courses of the CEE, give the final concert, I try not to direct them! They play by themselves! They must know how to do it!
I understand. And of the chamber music activity in Italy, what is your opinion?
There is a tendency to strive for success with the mass, rather than a search for

Roberto Michelucci fotografia di Mandanis.
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Roberto Michelucci photography by Mandanis.

l'esecuzione rimangano un po' in secondo piano. Non è vero che per estendere la cultura ci sia bisogno di impoverirla. È la massa che va elevata. Del resto, coi Musici avevamo il successo di massa. In Giappone, in Sudamerica, in Germania, in Inghilterra la sala era esaurita un mese prima. E si trattava di sale da migliaia di posti, come la Albert Hall di Londra. Questo era successo di massa: non per questo eravamo scesi a compromessi con la nostra sensibilità professionale.
Parliamo un poco, adesso dell'organizzazione dell'insegnamento musicale in Italia.
Vede, questa proliferazione di scuole di musica, spesso private, è una cosa positiva, per chi mostra una volontà, un desiderio d'imparare o di fare musica. Meno positiva è stata la proliferazione dei conservatori. Un tempo essi erano l'Università della musica, ce n'erano tutt'al più sette, otto in Italia. In pochi anni sono diventati settantacinque. Se ne possono fare anche cento, ma bisogna che ci siano i professori idonei!
Per concludere, Maestro, parliamo un po' del nostro tema più caro: la liuteria. Lei oggi, suona su uno Stradivari.
Si, è uno strumento magnifico del 1690, ha un suono caldo e potente adatto alle grandi sale da concerto.
Ho sempre avuto una grande passione per la·'iuteria. Girando il mondo sono andato spessissimo a visitare le collezioni di liutai ed amatori. Mi sono fatto anche un certo occhio.
Ci dice allora quali liutai ha conosciuto direttamente, oltre i vecchi fiorentini quasi tutti scomparsi: l'arte Iiutaria rende longevi ma non immortali, purtroppo...
Sono amicissimo di Lapo Casini, e lo sono stato di un altro grande vecchio della liuteria italiana, del Poggi, scomparso anche lui ultranovantenne. Stimatissimo nel mondo intero: un suo violino è stato venduto recentemente a Ginevra per 24 milioni. All'estero ho conosciuto Karl Mecklek a Zurigo, Gerber a Losanna, e Vidoude a Ginevra. Quanto ai miei strumenti, ho cominciato con uno Sderci, vorrei tanto ritrovarlo il mio primo violino. Lo vendetti perché avevo bisogno di soldi. Ora chissà che cosa darei per riaverlo. Ho avuto diversi stru



Roberto Michelucci nella sua sala, durante l'intervista.
Roberto Michelucci in his living room during the interview.

quality. I belive that the poetry, the refinement of the execution remain a bit on the second level. It is not true that in order to expand the culture it is necessary to impoverish it. It is the mass that must be elevated. One the other hand, with the Musici we gained success with the masses. In Japan, in South America, in Germany, in England the hall was sold out one rnonth a head of time and we were dealing with halls containing thousands of seats, as the Albert Hall in London.
This was success with the masses: But not for this did we descend towards a compromise with our professionality.
Let's speak a bit now on the teaching organization in Italy.
You see, this proliferation of music schools, often private, is a positive thing,

menti moderni tra l'altro anche un Dario Vettori. Ma anche antichi: oggi ho un Maggini ed un Carlo Giuseppe Testore. Tra gli archetti? oggi suono con un bellissimo Dominique Peccatte e posseggo un Tourte, un Wuillaume, un Fétique Victor. Sa, gli archi si sfiancano, vanno fatti riposare, bisogna suonare alternandoli. Per concludere vorrei dire qualcosa in favore della liuteria moderna. Niente di eccezionalmente nuovo, l'ho già detto a Cremona, in una celebrazione stradivariana. Molto spesso i giovani strumentisti, per il desiderio di avere il violino antico, cadono su strumenti che non hanno un vero valore. Sono solamente strumenti vecchi, fatti magari a volte da dilettanti d'altri tempi. Nell'incertezza, quando un giovane non sa scegliere, è bene che si rivolga ad un liutaio vivente, che lo consiglia a prendere il suo violino, che se non gli andrà bene, potrà esser cambiato. Solo così musicalmente e commercialmente il musicista può ritenersi sicuro. Tanto più che oggi in Italia abbiamo dei liutai di notevole valore.

 

 

 

 



Il sindaco di Tokio consegna a Michelucci il disco d'oro (1972).
The mayor of Tokio awards Michelucci the Gold Record (1972) .

for whomever demonstrates the will or the desire to learn or to make music. Less positive was the proliferation of the conservatories. At one time these were the University for music, there were, at most, not more than 7 or 8 in Italy. In a few years, they have become seventyfive. They can make even one hundred, but they must have suitable teachers.
To conclude, Maestro, let's speak a little about our dearest subject; violin making. Presently you are playing a Stradivari.
Yes, It is a magnificent instrument made in 1690. It has a warm and powerful sound suitable for concert halls. I have always had a great passion for violin making. Travelling around the world, I have visited many times the collections of violin makers and lovers of the art. I have also acquired a certain eye.
Tell us then, which violin makers you have met directly, besides the old Florentines who have disappeared: The art of violin making renders a long life but, unfortunately, not immortality ...
I am very good friends with Lapo Casini, and I was of another old great of Italian violin making, that of Poggi, who also passed away at over ninety years of age. His instruments are highly esteemed throughout the entire world; one of his violins was recently sold in Geneva for 24 million lira.
Abroad I have met Karl Mecker in Zurich, Gerber in Lausanne , and Videoudez in Geneva. As far as my instrumets are concerned, I began with a Sderci . I would like very much to be able to find it, my first violin . I sold it because I needed the money. Who knows what I now would give to see it again. I have had several modern instruments, among others a Dario Vettori. But also antique: Presently I have a Maggini and a Carlo Giuseppe Testore.
As far as bows, I am presently playing with a beautiful Dominique Peccatte, and I have a Tourte, a Vuillaume, a Fetique Victor. You know, bows wear out, they must rest, one needs to alternate them.
To conclude, I want to say something in favor of modern violin making. Nothing exceptionally new, I have already said it at



Un concerto all' Estate fiesolana del 1962 in duo col pianista Bogianckino, attuale sindaco di Firenze.
A concert of the Fiesole Summer Season in 1962 in a duo with pianist Bogianckino, the current mayor of Florence.

Così si conclude il nostro colloquio con Roberto Michelucci: sembra capirlo anche il suo federe pastore Lukie, che porta al padrone le pantofole, mentre la squisita signora Christine (anche lei violinista, suona con un Carcassi) ci accompagna alla porta tenendo in braccio uno dei cinque gatti di casa.

Cremona in a Celebration for Stradivari. Often, young instrumentalists, for the desire of having an antique violin, fall to instruments that have no value. They are only old instruments, made maybe at times by amateurs from the past. In case of any doubt, when a youth does not know how to choose, it is best that he turn to a living violin maker, that advises to buy one of his instruments and if it doesn't go well it could be exchanged. Only by this can a musician be sure of his musical and business investment. Moreover, today in Italy we have violin makers of notable praise.

 

 

 

 

So we conclude our interview with Roberto Michelucci. It seems that his German Shephard understands him as he brings him his slippers, while the exquisite Mrs. Cristine (also violinist, she plays a Carcassi) shows us to the door holding in her arms one of the five cats of the house.

 
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